

Il nome in origine, conferitogli fin dal momento della costruzione di questa caratteristica e tipica casa colonica della Toscana ai primi del '900, significava vicino, cioè a un "piè", piede, passo, dalla "costa", che stava a significare la collina del paese di Montaione.
Il nome è stato tramandato per un secolo ed è arrivato fino a oggi invariato e soprattutto unico.
Sorta come casa colonica, Piè di Costa faceva parte di un territorio molto più esteso, appartenente alla Fattoria Accursio, posta in Impruneta, alle porte di Firenze.
Le famiglie che nel tempo vi hanno abitato erano dedite prevalentemente all'agricoltura e all'allevamento del bestiame.
Caratteristica curiosa di questo antico podere è che nella sua vasta estensione territoriale, ben 12 ettari ancora coltivati a vigneti chianti ed uliveti, si trova un'antica miniera di rame che cessò di essere produttiva nel lontano 1905. Ancora oggi è possibile ammirare la sua porta d'ingresso e i muri che ne sorreggevano l'entrata.
Acquistata dalla famiglia Bracci nel 1978, la casa fu restaurata principalmente come seconda dimora, sempre nel rispetto della tradizione agricola e contadina. Fu infatti creata un'azienda agricola, che produceva olio e vino Chianti DOC.
Recentemente finita di restaurare nel maggio 1999 e suddivisa in cinque appartamenti per la ricezione della crescente domanda turistica, ancora oggi è circondata dai vigneti e dagli uliveti coltivati e curati come sempre.
in Focus